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L’amministratore di condominio: un alleato prezioso

Pubblicato in Asiagoimmobiliare su 01/05/2017
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La presenza di un amministratore di condominio che agisca da professionista è fondamentale. Soprattutto se si tratta della propria seconda casa, e quindi si è meno agevolati nel tenere sotto controllo la situazione dal proprio luogo di residenza.

In questi casi l’amministratore si rivela un vero supporto, un alleato, per avere sempre chiara ogni problematica. E anche per avere una persona di fiducia sul territorio che possa ad ogni occorrenza controllare che tutto vada per il verso giusto.

Ecco perchè vi proponiamo quali sono i doveri dell’amministratore di condominio. Affinché possiate riconoscere se siete in buone mani, e in caso contrario, come potete migliorare la gestione della vostra casa.

I doveri dell’amministratore di condominio

L’amministratore di condominio è a tutti gli effetti il rappresentante legale del condominio, e come tale ha la facoltà di intraprendere azioni giudiziarie negli interessi dei condomini.

Un amministratore di condominio ha dei doveri che deve rispettare:

– dare esecuzione alle delibere assembleari;

– far rispettare il regolamento condominiale;

– far approvare dall’assemblea il rendiconto condominiale;

– disciplinare l’uso delle parti comuni e occuparsi della loro conservazione;

– riscuotere i contributi e curare gli adempimenti fiscali;

– curare e conservare tutti i registri e la documentazione relativa al suo operato.

La revoca dell’amministratore di condominio

Non sempre, però, gli amministratori di condominio riescono a fare gli interessi dei condomini. Certo, è un compito difficile, ma con la giusta dose di esperienza e preparazione professionale, si può fare il proprio lavoro e garantire certezze.

Nel caso abbiate un amministratore di condominio che non riesce a soddisfare le vostre esigenze, niente paura: può essere revocato.

Chi ha diritto di revoca è l’assemblea dei condomini, che vota a maggioranza dei presenti in assemblea e rappresentanti almeno la metà del valore dell’edificio.

In questo caso, la discussione del punto in questione deve focalizzarsi nel dimostrare che l’Amministratore non ha rispettato quanto previsto dalla norma in vigore nel corso del suo mandato.

Se la maggioranza dell’Assemblea vota per la revoca dell’Amministratore in carica, si fissa subito la data della nuova assemblea per nominare al più presto una nuova figura.

È anche possibile che un singolo condomino da solo richieda la revoca dell’amministratore di condominio. I casi ammessi sono di inadempienza e gravi motivi.

Alcuni esempi di casi a cui si può andare incontro:

– l’amministratore non presenta il rendiconto entro 180 giorni dalla chiusura della gestione condominiale;

– non convoca l’assemblea per l’approvazione dei conti;

– rifiuta di convocare l’assemblea per la nomina di un nuovo amministratore;

– non comunica i propri dati;

– non comunica l’esecuzione di un provvedimento amministrativo o giudiziale;

– non fornisce dati aggiornati relativi allo stato dei pagamenti;

– rende ambigua la gestione dei conti condominiali e dei suoi conti personali;

– non cura i registri obbligatori;

– non cura il recupero crediti.

Per queste eventualità, basta la richiesta anche di un solo condomino per chiedere l’intervento dell’autorità giudiziaria per proporre la revoca dell’amministratore e procedere alla nuova nomina tramite assemblea.

Contattateci per una consulenza gratuita, al numero 0424462747 o scrivendo una mail a info@asiagoimmobiliare.com: sapremo dare tutte le risposte ai vostri dubbi!

Perché la casa è un bene importante, e come tale va tutelato.